Feste di pesce in arrivo

Rifornimenti straordinari di pesce per le festività natalizie

Autorizzati quattro weekend strategici per le marinerie toscane

Rifornimenti straordinari di pesce per le festività natalizie

I pescherecci toscani hanno ricevuto l’autorizzazione per uscire in mare durante quattro fine settimana del periodo natalizio, assicurando così un’offerta di pescato locale, fresco e italiano per la filiera ittica e della ristorazione, in un momento di alta domanda come le festività. Le principali organizzazioni datoriali e sindacali del settore pesca hanno firmato, su richiesta di Coldiretti Toscana, un accordo che consente l’utilizzo di attrezzi da traino nei weekend del 13/14, 20/21 e 28/29 dicembre, oltre al primo weekend di gennaio 2026 (3/4) e il 6 gennaio. Questo accordo si basa sul Decreto Ministeriale del 18 marzo 2025 e stabilisce procedure uniformi per gli accordi territoriali, garantendo chiarezza e legalità nella collaborazione tra imprese e lavoratori. Coldiretti Pesca Toscana ha comunicato che si tratta di “un risultato che consente alle marinerie della regione di operare in un periodo economicamente strategico, garantendo continuità, tutela e sostenibilità.”

Il blocco “forzato” imposto dall’Unione Europea nel mese di novembre nel Mar Tirreno – dopo quello di ottobre – ha avuto un impatto negativo su oltre cento pescherecci toscani, comprese le imbarcazioni a strascico e della piccola pesca, causando una perdita di oltre 5 milioni di euro in valore di prodotti ittici sulle tavole dei consumatori. Questo stop ha ulteriormente incrementato le importazioni di pesce dall’estero, con il risultato che due pesci su tre che consumiamo non sono italiani.

Le correnti europee continuano a preoccupare il settore, con la proposta di Regolamento della Commissione europea sulle possibilità di pesca per il 2026 nel Mediterraneo che prevede una riduzione dello sforzo a strascico del 64% e un taglio del 25% per i palangari. “Questa proposta – afferma Coldiretti Pesca Toscana – non considera la significativa riduzione della flotta italiana, la chiusura di ampie aree di pesca, le zone interdette per motivi ambientali e i grandi sacrifici sostenuti dal settore. Le misure proposte – continua – ignorano anni di adeguamenti, investimenti e l’impegno dell’Italia verso la sostenibilità.”

Coldiretti Pesca denuncia ancora una volta la distanza tra Bruxelles e la realtà operativa delle marinerie italiane. Le nuove misure, se approvate, rischiano di compromettere la continuità aziendale di centinaia di imprese, la sopravvivenza economica delle comunità costiere e la capacità dei cittadini di continuare a consumare pescato italiano, fresco e sicuro.

L’Europa deve nascere per tutelare la pesca, non per distruggerla, garantendo un equilibrio reale tra sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Coldiretti Pesca chiede ora al Governo di portare con decisione al prossimo Consiglio Agrifish tutte le incongruenze di queste misure, che necessitano di essere riscritte, corrette e riequilibrate in modo radicale.