Il rigassificatore di Piombino rimarrà operativo. Con un decreto legge sulle concessioni e i commissari straordinari, il governo ha deciso di prorogare l’autorizzazione dell’impianto, puntando a «garantire la continuità degli approvvigionamenti per la sicurezza energetica nazionale». Attualmente, non è stata fissata una scadenza per questa proroga, sebbene si consideri, in una prospettiva futura, la possibilità di uno spostamento dell’impianto.
Causa della crisi energetica
Questa decisione giunge nel contesto di una nuova crisi energetica provocata dalla guerra in Iran. Un quadro internazionale che ha indotto il governo a velocizzare la permanenza della nave rigassificatrice nel porto toscano, ritenuta fondamentale per assicurare le forniture di gas.
Il decreto stabilisce che i rigassificatori potranno continuare a operare in base all’autorizzazione già concessa, incluse le autorizzazioni ambientali, fino alla conclusione di eventuali procedure di rinnovo o di nuova autorizzazione.
Conflitto politico
La notizia ha immediatamente innescato un acceso dibattito politico. Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana e commissario per il rigassificatore, sostiene che la norma non equivalga a una proroga automatica. Secondo Giani, la continuazione dell’attività è subordinata al rispetto degli impegni presi per il territorio, in particolare per quanto riguarda le compensazioni. Senza garanzie — avverte — non firmerà alcuna continuità.
Anche il Partito Democratico toscano ha espresso critiche, definendo la decisione del governo un blitz e lamentando l’assenza di un confronto con il territorio.
Le opinioni del sindaco
Francesco Ferrari, sindaco di Piombino, ha descritto la proroga come una misura tecnica legata all’attuale situazione internazionale, ma ha ribadito le preoccupazioni dell’amministrazione riguardo alla sicurezza della città e all’equilibrio del porto.
Le dichiarazioni del Governatore
“Se con il decreto è stato prolungato ciò che riguarda l’autorizzazione del rigassificatore di Piombino, questa volta io quelle dieci opere di compensazione per il territorio le voglio, altrimenti non firmerò”. Così si è espresso il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ai giornalisti a Firenze riguardo alla proroga del rigassificatore nel porto di Piombino.
Giani ha citato l’articolo 9 del decreto legge 32, specificando che al comma quinto si disciplina il prolungamento del rigassificatore a Piombino, sottolineando la formulazione chiara del testo: “Si parla di un’autorizzazione da prolungare, facendo riferimento all’autorizzazione che ha previsto, nell’agosto del 2022, il posizionamento. In quell’atto è specificato che, accanto all’autorizzazione del rigassificatore, erano previsti dieci interventi di compensazione sul territorio, concordati con il presidente Draghi”.
“Anche se l’avevo concordato con il presidente Draghi — ha concluso Giani — il presidente Meloni deve rispettare quei 10 punti. Altrimenti non firmerò”.