Proteste in corso
In seguito a una tregua instabile, i rincari dei prezzi stanno avendo ripercussioni significative tra la Corsica e la Toscana. Così, è scattata la protesta: motori spenti e banchine bloccate. Da oltre un giorno, il conflitto tra i pescatori corsi e le autorità francesi sta paralizzando i trasporti marittimi. A Livorno, gli arrivi sono completamente fermi; a Bastia, la situazione è simile, con centinaia di passeggeri costretti a cercare sistemazioni d’emergenza dopo notti d’incertezza.
Cause della protesta
Alla base di questa mobilitazione c’è l’impennata dei prezzi del gasolio, un costo diventato insostenibile per la flotta corsa. Le compagnie di navigazione, tra cui Corsica e Sardinia Ferries, stanno monitorando la situazione costantemente. Tuttavia, l’unica speranza risiede nell’incontro previsto per oggi tra i manifestanti e le autorità francesi: solo un esito positivo potrebbe sbloccare i moli e ripristinare le rotte verso la Toscana.
Conseguenze per il settore ittico
Il dramma legato al caro-carburante non risparmia neanche la sponda italiana, dove il settore ittico è già in difficoltà dopo gli scioperi dello scorso marzo. Mentre la tensione rimane alta, l’incertezza regna tra i viaggiatori.