Sgomberati dalle forze dell’ordine circa dieci manifestanti appartenenti all’Usb, Unione sindacale di base, che nella mattina di sabato 18 aprile hanno bloccato il ponte di via Mogadiscio a Livorno, l’unico accesso al porto mercantile. Fortunatamente, non si sono registrati incidenti né feriti.
I manifestanti hanno messo in atto una resistenza passiva, esprimendo il loro dissenso per il presunto transito in porto di una nave carica di armi Usa. È importante notare che la manifestazione non era stata preannunciata alla questura.
La Digos, dopo l’intervento dei reparti mobili, ha avviato indagini sul caso. L’Usb ha dichiarato di aver ricevuto una ‘soffiata’ riguardo al carico della nave dai lavoratori portuali: “Questa mattina è previsto il transito di un carico di armamenti – ha spiegato Giovanni Ceraolo di Usb – su una nave proveniente dalla base di Camp Darby, che dovrebbe passare dal porto di Livorno. Secondo le segnalazioni di alcuni lavoratori, si tratterebbe di un carico di esplosivi, mine e munizioni”.
Camp Darby è la più grande base militare logistica Usa, attualmente attiva nel rifornire i reparti schierati nel Mediterraneo, Medio Oriente e Golfo Persico. Il sindacalista di base ha aggiunto: “In collaborazione con varie realtà livornesi, tra cui Usb, Gap, Ex Caserma, Scuola di Carta e Potere al Popolo, abbiamo deciso di organizzare una manifestazione pacifica sul ponte mobile di via Mogadiscio, poiché la nave deve transitare da qui. Siamo fermamente convinti che il traffico di armi e di morte non debba più attraversare il nostro territorio, non vogliamo essere complici di genocidio e guerra.” Due camionette del reparto mobile della polizia sono già arrivate – ha aggiunto – “siamo qui e resistiamo pacificamente, ma non possiamo rimanere in silenzio mentre dalla base di Camp Darby continuano a uscire armi, munizioni e strumenti di morte”.