Una perizia medico-legale ha dichiarato l’anziano incapace di partecipare coscientemente al processo. Di conseguenza, il tribunale di Livorno ha emesso una sentenza di non doversi procedere per oggettiva incapacità dell’imputato, come riportato da Il Tirreno. Il caso riguardava un ottantottenne di Piombino accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazzina, oggi maggiorenne, che all’epoca dei fatti aveva meno di 14 anni. La presunta vittima è la nipote della compagna dell’uomo, che di fatto era diventato il suo nonno adottivo.
Le accuse di violenza
Secondo la procura, gli abusi sessuali si sarebbero verificati in tre occasioni tra il 2017 e il 2020.
La denuncia e le indagini
Negli anni scorsi, l’adolescente era stata ascoltata in audizione protetta dal giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno, dopo che i genitori avevano sporto querela, non al commissariato di polizia di Piombino, ma in una città diversa dove ora vive la famiglia.
La denuncia ha attivato un’indagine da parte degli agenti, che ha portato all’iscrizione dell’anziano nel registro degli indagati e all’avvio del processo, iniziato con le indagini preliminari e proseguito con l’istruttoria dibattimentale. Durante questo periodo, è stata disposta una perizia medico-legale per valutare lo stato di salute dell’imputato, che è stato ritenuto incapace di partecipare coscientemente.
Testimonianze e conclusioni
Non erano presenti referti medici dell’ospedale negli atti dell’inchiesta, ma sono stati raccolti i racconti della ragazzina, ascoltata durante l’incidente probatorio. Durante il processo penale sono state acquisite numerose testimonianze, anche da parte di psicologi che avevano seguito la minore, supportando la tesi della procura.
Attualmente, l’anziano, in base a una perizia medico-legale, è stato giudicato incapace di partecipare coscientemente al processo, con tale incapacità considerata irreversibile. Pertanto, il processo si conclude con un nulla di fatto.